Quel maestro che è in noi
Quel Maestro che è in noi, che ha di più ed è più grande di noi. Capace di dare esempi di porsi come punto di riferimento costante e accompagnarci, condividendo con noi lo stesso cammino di formazione, di agire con equilibrio e autorevolezza all’interno di quella relazione educativa che è essenzialmente rapporto umano fecondo, in cui ciascuno può ricevere l’aiuto più valido nella ricerca del senso del vivere e del sapere, nella costruzione della stessa identità personale.
Quel Maestro che è in noi, e riconosce ogni pensiero, ogni sentimento e atto, sottintende dei metodi, una disciplina speciale, un sapere profondo.
Quel Maestro è senz’altro consapevole di quello di cui abbiamo bisogno e ci aiuta, ma può farlo solo secondo il modo in cui noi svolgiamo il nostro compito. Siamo parte della sua scuola, una scuola preparatoria, e abbiamo tanti compiti da svolgere prima di salire alla classe superiore.
Questo non deve impedirci di chiedere aiuto quando abbiamo bisogno dopo aver fatto tutto quello che potevamo fare. L’aiuto si manifesta in mille modi, un passante, un fratello, un amico, un incontro occasionale. Paradossalmente, più impariamo a fare da soli e più diventiamo sensibili all’aiuto che non manca mai in momenti di difficoltà.
Quel Maestro non si dilunga nelle spiegazioni, su cosa e come fare, non guida come fa un capo nei confronti dei suoi seguaci, non ordina come un comandante le sue truppe, ma si comporta come fosse uno specchio “sincero” e non deformante.

